Perchè si festeggia il carnevale? Storia e curiosità

perche-festeggia-carnevale-storia-curiositaIl Carnevale è una delle feste più amate da tutti, soprattutto dai bambini, che adorano i costumi, le maschere, le sfilate, i colori, i coriandoli e le stelle filanti. Per non parlare poi dei tanti dolciumi tipici di questa festività.

Ogni regione ha le sue specialità legate al periodo carnevalesco e attese da grandi e piccini per tutto l’anno!

Carnevale è una festa tipica del mondo Cristiano. Inizia dopo l’Epifania e culmina di Martedì Grasso, che è l’ultimo giorno e anche il più importante. Il giorno dopo è Mercoledì delle Ceneri e la domenica successiva è la prima di Quaresima.
Quindi il Carnevale rappresenta il periodo che intercorre prima della Quaresima, un periodo di gioia e abbondanza prima dei quaranta giorni di morigeratezza che precedono la Pasqua.

Probabilmente il nome Carnevale origina da “Carnem levare“, ossia togliere la carne, proprio per indicare l’abitudine di consumare tutta la carne presente in casa prima dell’avvento della Quaresima. Secondo altre teorie il nome deriverebbe da “Carnualia“, vale a dire Giochi di campagna, per altre ancora da “carrus navalis“, letteralmente Navi su ruote e probabilmente richiama i carri in maschera che sfilano per le strade.

Come tutte le feste cristiane, anche il Carnevale va a sostituire una festa pagana che ha origini molto più antiche. Con l’avvento del Cristianesimo, le feste pagane, piene di eccessi e prive di qualsiasi limite, non erano viste di buon occhio. Per questo motivo i Cristiani hanno creato delle nuove feste che da un lato fossero occasione di gioia e divertimento per il popolo e dall’altro affondassero le proprie radice nella spiritualità e nella religione.

Le feste pagane che hanno preceduto il Carnevale e che sono state ricalcate da quest’ultimo sono, essenzialmente, i Saturnali e le Dionisiache. I primi erano tipici del mondo romano e si tenevano in onore di Saturno. Le seconde, invece, si festeggiavano in Grecia in onore del dio Dioniso.

Queste due feste avevano in comune il fatto che, durante l’intera loro durata, venivano meno le classiche convenzioni sociali e veniva a crearsi un vero e proprio sovvertimento delle regole e dell’ordine costiutito. Ad esempio, gli schiavi diventavano padroni e venivano serviti dai loro signori. Inoltre era permesso il gioco d’azzardo, che nei giorni normali invece era severamente proibito. A condire il tutto venivano servite pietanze prelibate ed enormi quantità di vino, si festeggiava in strada e nelle case, con danze, orge e canti.

Il carnevale cristiano ha conservato lo spirito liberatorio caratteristico delle feste pagane, frenando alcuni eccessi, ma rimanendo comunque una festa gioiosa durante la quale quasi tutto è permesso, tanto che si dice tuttora “A Carnevale ogni scherzo vale“.

Tipici di Carnevale sono i travestimenti, infatti nel tempo si sono diffuse alcune maschere caratteristiche delle regioni. Tra queste maschere tradizionali e più famose, senza dubbio spiccano e vanno ricordate:

  • Arlecchino: un bimbo povero che non aveva soldi per farsi un vestito, così tutti gli amici gli regalano un pezzettino di stoffa avanzato dalla cucitura del proprio costume. Con tutte queste rimanenze la mamma gli cuce un magnifico e coloratissimo vestito che è diventato un po’ il simbolo del Carnevale.
  • Brighella: come Arlecchino è una maschera tipica di Bergamo e rappresenta un furbetto sempre pronto ad imbrogliare e attacar briga con chiunque.
  • Colombina: è una maschera veneziana continuamente impelagata in intrighi, per lo più di natura amorosa.
  • Pantalone: anche esso veneziano, tenta continuamente di far innamorare Colombina ma senza alcun risultato.
  • Balanzone: tipico di Bologna, vuol passare per acculturato ma i suoi discorsi, sebbene intrisi di termini aulici, spesso anche in latino, sono totalmente insensati.
  • Pulcinella: maschera partenopea, probabilmente tra le più antiche di Italia. E’ un servo molto svogliato che cerca sempre un modo per non lavorare ma finisce inesorabilmente per cacciarsi in qualche guaio. Però, grazie alla sua fantasia e al suo ingegno, riesce sempre ad uscirne fuori.

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